Critica e recensioni

Di tendenza impressionista, ha lavorato appartata fino al 1975, anno in cui ha preso contatto con il pubblico.

(Dizionario E.S.A.. Gli Anni '60 e '70 dell'Arte Italiana. Vol. VII, pag 48. Edizioni Studio d'Arte. Piacenza. 1977)

"(…) Secondo una tecnica personale, essenzialmente suggestiva, ella tiene tra piatto e coltello una visione, una impressione e assicura loro perennità malgrado il loro carattere fugace. I personaggi di cui il modo di essere, gli atteggiamenti sono giudicati apparentemente fantastici ...

"(…) C'è nelle sue tele una grande sete di respiro, attraverso orizzonti non chiusi, ma sconfinatamente vasti, per non dire, infiniti.
Gli olii sono riposanti e possono ben figurare ovunque, anche nei salotti ...

"(…) Per questo, giacché tratta e svolge una tematica di conoscenza e valore universale, non vuole determinare nello spazio e nel tempo con precisi riferimenti le sue composizioni ma riduce tutto all'essenziale (…).
(…) La tecnica personale della pittrice, che in certe soluzioni di sfondo e di colore ...

"(…) La Demuro dipinge con avvertita sofferenza e diciamolo pure con enorme pudicizia quasi a voler nascondere ancora il suo vivo desiderio di contribuire alla maggiore chiarezza di certa condizione umana (…). (Enrico Porqueddu. Donna e pittrice. Presentazione della terza mostra personale. Galleria ARS. Sassari. 1976)

Pittrice. Autodidatta, dipinge fin dalla prima giovinezza anche se apparsa in pubblico solo a partire dal 1975. La sua opera viene sollecitata da un preciso bisogno interiore di esternare un discorso umano che non può essere contenuto in una dimensione solipsistica ...

"(…) Nell'opera Olocausto si indovina l'urlo di dolore di tutto un popolo già privo di speranza. E poi c'è Infanzia. È lì, io credo che Anna Demuro abbia tentato di annullare se stessa assieme alle figure, dolcemente e drammaticamente abbozzate; ma vi è un filo diretto con la ...

Anna Demuro è un'artista del nord Sardegna che negli anni Settanta, dopo la contestazione del '68, non guardò tanto alla tradizione della pittura isolana, ma rielaborò la pittura della scapigliatura milanese, la quale nella seconda metà dell'Ottocento aveva finalità di ...

In un precedente articolo abbiamo parlato della vasta e poliedrica attività di questa artista naturalizzata sorsense. Qui vogliamo segnalare, per brevi cenni, un interessante lavoro che  Anna Demuro presentò tra gli anni 1999 e il 2002. Si tratta di trenta tele sulle ...

(...) L'impegno etico, la spiritualità  nell'arte e nella vita, uniti ad una inclinazione naturale verso la riservatezza, la rendono schiva a frequentare la mondanità. Sente tuttavia molto forte il bisogno di comunicare il suo essere e il suo esistere agli altri e ama la solitudine intesa come spazio e tempo da vivere in simbiosi coi pensieri a indagare il mistero del futuro per capire e saper vivere il presente. Malinconica e romantica, ama la poesia, la musica classica e la lirica, ...

Oltre l'Inferno è un urlo rauco, sordo e stanco del travaglio di un’ anima che di giorno in giorno e di tempo in tempo si incaglia nei meandri più cupi e schernitori a sorpresa della vita, infestata da comparse immaginarie e maligne, da sagome e da maschere legnose parlanti. È un grido al mondo muto, inebetito e spugnoso che non dà risposte di alcun genere forse perché non sa darne o perché non capisce i segni del tempo o non comprende i travagli profondi di un’ anima che annaspando nel suo infinito vuole dire quanto nel mondo ci sia più bisogno di spirito che di materia.

Oltre l’ Inferno di lassù anche in terra c'è il più sordido Inferno, il cui tempo scorre inarrestabilmente come un torrente torbido che si è stancato di essere tale e vorrebbe essere un fiume in piena ripulito per spazzare l’ ineluttabilità di dispiegazioni tenebrose, di realtà inverosimili e avverse, che sono la spina dorsale dell’ esistenza umana. È una rabbia rassegnata quella dell’ autrice del libro ma non meno insidiosa e resistente, come quella turoldiana, che si volta contro se stessa e, anziché lenirle, aggrava le ferite già purulente che si intrecciano, si abbracciano, si aggrovigliano tra loro come la pula in un setaccio che talmente stritola tutto sino a che il cuore dell’ anima, spellata ormai, non germoglia alla luce.

Ogni essere umano ha il suo calvario, c'è chi se lo spiega e c'è chi non lo comprende. Chi non lo comprende se la prende con Dio e chi se lo spiega lo prende come un mezzo e una via per la propria redenzione. È attraverso questo calvario e, solo dopo che alla fine l’ uomo vede una luce senza fine, trasparente, che le tenebre dell’ Inferno affondano tra neri e alti flutti. Un mare in tempesta. (Iana, 10 – 12 – 2018)

© 2023 Silvia Canu