Ziu Paddori

Opera ispirata all'omonima commedia di Efisio Vincenzo Melis (1953). Il senso della commedia: l'incomunicabilità tra padre e figlio dovuta agli equivoci linguistici tra sardofoni e italianofoni. Il soldato Arrafiebi, figlio di ziu Paddori, capraro di Guamaggiore, rientra in paese in congedo assoluto. Alla stazione c'è ad aspettarlo il padre. Il figlio, appena sceso dal treno, si rivolge al padre e declama: "Parde mio, io sono come Garibaldi, l'eroe dei due mondi, ademputo il sacro dovere, torro solitario ed errante nella mia casa!". Il padre, che non ha capito nulla di nulla, risponde in sardo con tutt'altre cose.

© 2023 Silvia Canu